Tecniche e metodi

Pesca in apnea: un'introduzione per i nuovi subacquei

Un'introduzione pratica alla pesca in apnea per i nuovi subacquei più seri, che affronta sicurezza, attrezzatura, tecnica di apnea, l'avvicinamento ai pesci e come acquisire abilità nel modo giusto.

Scena subacquea illustrata di un apneista in muta che scivola lungo lo strapiombo di una scogliera rocciosa con una fiocina a mano, pesci nelle vicinanze e la luce del sole che filtra dalla superficie sopra di lui

Photo: https://www.flickr.com/people/69061470@N05 / CC BY-SA 3.0 via Wikimedia Commons

La pesca in apnea riduce la pesca alla sua forma più antica: tu, un respiro d’aria e un pesce che devi trovare, avvicinare e catturare a mano. Non c’è una canna che si piega per te, nessuna frizione che fischia, nessuna barca a fare il lavoro. Diventi un predatore nella colonna d’acqua, e la distanza tra osservare un pesce e catturarlo davvero rende umili anche i pescatori di superficie più esperti. Se sai già come i pesci si dispongono sulle strutture, come leggere la corrente e come reagiscono alla pressione, parti avvantaggiato. Il resto è respiro, calma e un lungo apprendistato.

Questa guida presuppone che tu sia già a tuo agio in acqua e pronto a immergerti seriamente. Non sostituisce un corso di apnea o un addestramento di persona. La pesca in apnea non perdona gli errori, e l’abilità più importante che imparerai non è come tirare, ma come restare vivo mentre lo fai.

Perché la pesca in apnea è diversa

La pesca tradizionale porta il pesce a te. La pesca in apnea ti porta al pesce. Questa sola differenza cambia tutto nel modo in cui leggi l’acqua e pianifichi un’immersione.

Sei tu a scegliere il tuo bersaglio. Non esiste il problema delle catture accessorie come accade con le reti o persino con l’esca, perché scegli il pesce esatto, ne vedi la taglia e decidi se prenderlo o meno. Questa selettività è uno degli argomenti etici più forti a favore di questo sport, oltre che una vera responsabilità. Devi anche avvicinarti realmente, spesso a meno di un metro, il che significa comprendere il comportamento dei pesci a un livello che la maggior parte dei pescatori con la canna non raggiunge mai.

Il compromesso è dato dalla profondità e dal tempo. Sei limitato da un solo respiro. Tutto ciò che fai sott’acqua è preso in prestito a fronte dell’aria nei tuoi polmoni, e la disciplina di gestire quel budget plasma l’intera arte.

La regola inderogabile: non immergerti mai da solo

Prima di qualsiasi discorso sull’attrezzatura, comprendi l’unica regola che non ammette eccezioni: immergiti sempre con un compagno usando il sistema “uno giù, uno su”. Un subacqueo è in acqua, l’altro è in superficie a sorvegliare, e ci si alterna.

Il motivo è la sincope da apnea (shallow water blackout), la principale causa di morte nell’apnea e nella pesca in apnea. Avviene in silenzio, spesso negli ultimi metri della risalita, quando il calo dell’ossigeno e della pressione fanno perdere conoscenza al subacqueo senza alcun preavviso o segno di lotta. Un compagno cosciente che osserva la tua risalita è l’unica protezione affidabile.

Allena la tua apnea a terra, mai in acqua da solo. La tentazione di prolungare il tempo sul fondo è la stessa tentazione che fa annegare le persone. Un’immersione modesta e sicura da cui torni vale sempre più di una profonda.

Attrezzatura essenziale, e ciò che conta davvero

Non serve un kit costoso per iniziare, ma alcuni elementi devono calzare correttamente. Un’attrezzatura presa in prestito o mal adattata è la via più rapida verso una giornata miserabile, fredda e pericolosa.

  • Maschera e boccaglio: una maschera a basso volume è più facile da svuotare e compensare. Deve aderire al viso con una leggera aspirazione e senza pressione delle mani. Abbinala a un boccaglio semplice e comodo.
  • Pinne: le lunghe pinne da apnea ti fanno muovere in modo efficiente con poco sforzo, risparmiando ossigeno. All’inizio risultano scomode e l’adattamento vale la pena.
  • Muta: una muta da apnea in neoprene spaccato trattiene il calore e ti permette di restare rilassato. Il freddo brucia ossigeno in fretta e accorcia le immersioni. Scegli la taglia giusta per il tuo corpo.
  • Cintura di zavorra: una cintura in gomma con sgancio rapido. Ti zavorri per essere leggermente positivo in superficie, così che un subacqueo privo di sensi galleggi. Mettila a punto con l’aiuto di qualcuno prima ancora di scendere in profondità.
  • Fucile o fiocina a mano: per i principianti spesso la scelta migliore è una fiocina a mano o un fucile corto a elastici. Sono semplici, affidabili e ti obbligano ad avvicinarti, il che sviluppa le abilità che contano.
  • Pedagno e segnale di immersione: un pedagno di superficie con la boa segna sub prevista per legge segnala la tua posizione alle barche e ti offre un appoggio su cui riposare e a cui agganciare il pescato.

Respiro, rilassamento e il ciclo di immersione

Il tempo sul fondo nasce dal rilassamento, non dal riempire i polmoni d’aria. Un subacqueo teso brucia ossigeno molto più in fretta di uno calmo. Gran parte del tuo tempo sott’acqua dovrebbe sembrare quasi pigro.

Un semplice ciclo di immersione si presenta così:

  1. Ventila in superficie per uno o due minuti con respiri lenti e rilassati. Non iperventilare, cioè non forzare respiri rapidi e profondi per illuderti di poter trattenere il fiato più a lungo. L’iperventilazione elimina l’anidride carbonica, sopprime lo stimolo a respirare e prepara il terreno alla sincope.
  2. Fai un ultimo respiro rilassato, non una boccata massimale che irrigidisce tutto il torace.
  3. Esegui la capovolta in modo fluido, piegandoti in vita, sollevando le gambe e lasciando che il loro peso ti spinga verso il basso prima di iniziare a pinneggiare.
  4. Compensa presto e spesso durante la discesa, con delicatezza e prima di avvertire la pressione. Non forzare mai.
  5. Mantieni la posizione sul fondo con calma, osserva e aspetta che i pesci vengano da te.
  6. Risali con un margine di sicurezza. Lascia il fondo finché ti senti ancora a tuo agio, mai quando sei già sotto sforzo.

Il tuo compagno di sicurezza sorveglia l’intera risalita e i trenta secondi successivi all’emersione, poiché la sincope colpisce spesso proprio in superficie o subito dopo.

Trovare e avvicinare i pesci

Qui è dove i tuoi istinti da pescatore danno frutto. I pesci si relazionano a strutture, correnti e punti d’agguato sott’acqua nello stesso modo in cui lo fanno quando peschi dall’alto. Scogliere, strapiombi, salti di profondità, fasce di alghe e relitti concentrano tutti i pesci.

L’avvicinamento conta più della mira. Alcuni principi che distinguono i subacquei che mangiano da quelli che nuotano e basta:

  • Muoviti lentamente e in silenzio. I pesci percepiscono le onde di pressione e si spaventano per i movimenti irregolari. Scivola, non agitarti.
  • Evita il contatto visivo e gli approcci diretti. Passa di lato rispetto ai pesci invece di puntare dritto verso di loro, come un predatore tranquillo che li sfiora.
  • Sfrutta il fondale. Sistemati dietro una struttura e lascia che i pesci curiosi tornino a girarti intorno. Molte specie si avvicinano a un subacqueo immobile.
  • L’aspetto e la cerca sono le tue due modalità. L’aspetto consiste nello stare in agguato sul fondo aspettando che i pesci si avvicinino. La cerca è una caccia lenta e ragionata lungo le strutture. Impara entrambe.
  • Tira colpi etici e letali. Mira alla zona appena dietro l’opercolo branchiale o alla spina dorsale per un colpo che immobilizzi pulito. Un colpo mal piazzato spreca il pesce e rischia di farti perdere un animale ferito.

Una volta colpito un pesce, assicuralo rapidamente e fissalo allo sgancio del pedagno. In molte acque il sangue e il dibattersi attirano predatori più grandi, quindi sii deciso e consapevole di ciò che ti circonda.

Acquisire abilità nel modo giusto

I progressi nella pesca in apnea sono lenti, ed è proprio questo il punto. Resisti alla tentazione di rincorrere la profondità. Un subacqueo calmo ed efficace a sei metri pescherà di più e durerà più a lungo di uno sconsiderato che ne spinge dodici.

Trascorri la tua prima stagione in acque basse e familiari. Esercita il ciclo di immersione, la capovolta e la compensazione finché non diventano automatici. Impara a riconoscere a vista i pesci locali e a valutarne con precisione la taglia, cosa più difficile di quanto sembri perché l’acqua ingrandisce. Segui un corso riconosciuto di apnea e pesca in apnea. L’addestramento formale su sicurezza, soccorso e fisiologia dell’apnea vale molto più di qualsiasi pezzo di attrezzatura.

Considerazioni finali

La pesca in apnea premia la pazienza, la forma fisica e il rispetto: per l’acqua, per il pesce e per i propri limiti. Le abilità che ti rendono bravo sono le stesse che ti tengono al sicuro: resta rilassato, immergiti entro i tuoi margini e non andare mai da solo. Inizia in acque basse, caccia con moderazione e lascia che la profondità arrivi nel corso degli anni anziché dei fine settimana. Fatta bene, è la forma di pesca più intima e selettiva che esista, e il pesce che porti a casa è guadagnato nel senso più autentico del termine.